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Appunti dalla Scuola Estiva della Decrescita a Pesariis

15 Nov

Il racconto giorno per giorno della Scuola Estiva della Decrescita a Pesariis (a cura di Nadia  e Febo).

 

Martedì 13

Alla spicciolata e molto affaticati sono giunti a Pesariis, piccolo centro della Carnia (regione montana del Friuli Venezia Giulia), i circa quaranta partecipanti all’ottava edizione della Scuola estiva della Decrescita.

Persone di età e provenienza geografica diverse – dalla Liguria alla Calabria, dal Lazio all’Emilia Romagna e Veneto (senza contare i molti friulani), ma anche dall’Irlanda! -, con esperienze formative e lavorative delle più varie. Tutti, però, accomunati da principi e interessi legati alla Decrescita e da stili di vita che cercano di dare risposte alternative al modello imperante.

Dopo una cena di benvenuto e una notte di meritato riposo, la mattina del 14 sono iniziati i lavori della Scuola.

 

Mercoledì 14

La giornata si è aperta con i saluti e l’augurio di buon lavoro del Presidente dell’Amministrazione Frazionale dei Beni civici di Pesariis, Emilio Cleva.

Dopo un giro di presentazione di tutti i partecipanti (corsisti, relatori e organizzatori), la parola è passata a Mauro Bonaiuti, economista, fra i fondatori dell’Associazione italiana della Decrescita.

Partendo dall’attuale quadro socio-economico globale, e dalla contingente crisi finanziaria, Mauro Bonaiuti ha delineato, secondo le teorie della Decrescita, i nodi dai quali non si può prescindere per arrivare a costruire un nuovo progetto di società: la necessità, da parte della politica, di individuare gli scenari futuri; lo sforzo di conciliare teorie e pratiche, definendo progetti evolutivi a cui appoggiarsi; l’importanza della scala di riferimento nell’analisi dei diversi fenomeni (globale/locale, macro/micro), tenendo conto della complessità dei sistemi geo-economci.

Passeggiata nei boschi

Tra prati e boschi

La seconda parte della mattinata è stata condotta da Alberto Castagnola, economista e studioso specializzato nei temi dell’altra-economia e del suo ruolo all’interno dell’economia internazionale. Castagnola ha trattato del rapporto tra beni comuni ed economia solidale ripercorrendo le fasi storiche che hanno caratterizzato il sistema economico dominante, andando ad elencare e descrivere le relazioni tra questo e le risorse del pianeta per arrivare a spiegare i motivi che hanno portato allo sviluppo del paradigma della Decrescita.

Nel pomeriggio, una camminata tra prati e boschi nei dintorni di Pesariis, accompagnati da Alceo Solari, ha permesso ai corsisti di approcciarsi al territorio, andando a scoprire i segni del suo passato e con essi le basi sociali ed economiche che lo hanno prodotto. Fabiano Miceli e Lucia Piani, dell’Università di Udine, hanno descritto le prospettive future dell’economia tradizionale in ambiente montano legate alle esperienze delle loro ricerche.

 

Giovedì 15

La seconda giornata di lavori della Scuola della Decrescita si è aperta con un intervento d’inquadramento rispetto ai concetti e all’attuale ruolo delle categorie di beni pubblici, comuni e collettivi presentato da Nadia Carestiato, ricercatore, che si occupa da alcuni anni delle “realtà collettive”.

A seguire si è inserito l’intervento di Delio Strazzaboschi, Segretario dell’Amministrazione Frazionale dei Beni civici di Pesariis, il quale ha relazionato e condiviso con i corsisti l’esperienza della gestione collettiva del patrimonio della comunità di Pesariis. Un bosco di circa1.500 ettaried altri beni acquisiti grazie alla gestione di attività promosse dall’Ente a favore della comunità locale.

Carlo Ragazzi, Presidente dal 1994 del “Consorzio gli Uomini di Massenzatica” di Mesola (FE), ha portato l’esperienza consolidata di una proprietà collettiva di circa 370 ettari, inizialmente paludosi, che, a far data dagli anni Trenta del secolo scorso, è passata dalla Creazione di un territorio, all’agricoltura intensiva con finalità sociali (titolo della relazione). La dimostrazione che è possibile, concretamente, produrre benessere sociale ed economico senza, necessariamente, passare attraverso le logiche pure di una “economia di mercato” fondata sulla ricerca del benessere e della soddisfazione personale attraverso il consumo di risorse. Questo processo, responsabile e partecipato, è stato possibile solamente grazie allo spostamento dell’azione della gestione del patrimonio collettivo stesso dall’utilità/beneficio per il singolo individuo, all’utilità/beneficio per la collettività tutta.

Quella di Pesariis come quella di Massenzatica sono realtà consolidate storicamente che pur rimanendo nella scia della tradizione hanno saputo innovare la gestione del loro patrimonio conciliando i principi della “proprietà collettiva” con le nuove necessità delle loro comunità di riferimento che le dinamiche dell’economia di mercato, oggi causa della crisi, avrebbero preteso di marginalizzare.

Gruppi di lavoro

Gruppi di lavoro

Partendo dalle esperienze della mattinata, nel pomeriggio i partecipanti sono stati coinvolti in un gioco di simulazione. Corsisti e relatori si sono divisi in gruppi che nel gioco rappresentavano delle piccole comunità a cui era stata affidata la gestione di un bene/risorsa: una fonte d’acqua, un’area verde urbana, una zona costiera, un bosco. Ad ogni gruppo/comunità è stato chiesto di definire un insieme di regole (non più di 8) per la gestione del bene.

Obiettivo del gioco: identificare le criticità che possono nascere in seno ad una comunità quando si decide, in forma collettiva, sulle norme di gestione di una risorsa economicamente utile.

La sera, dopo cena, Domenico Adami, conta storie, ci ha trasportato nel passato attraverso il racconto delle fiabe e delle leggende della cultura popolare carnica, invitandoci a riflettere su concetti quali il bene e il male, la vita e la morte e altri valori fondamentali. Un racconto emozionato ed emozionante, animato dalle sculture in argilla nate dalle mani dello stesso Domenico che rappresentano i diversi personaggi dei racconti.

 

 

Venerdì 16

La terza giornata dei lavori della “Scuola della Decrescita” si è aperta con la condivisione delle esperienze pratiche di alcune realtà “decrescenti” che, da anni, già operano in Italia.La Società CooperativaIRIS, l’Ecovillaggio Torri Superiore”, il Movimento “Transition Town” ed i “Distretti e Reti di Economia Solidale” hanno condiviso con i partecipanti al corso e con i docenti della Scuola le loro esperienze in modo da connotare di concretezza la teoria favorendo la strutturazione del così detto “pensiero azione della decrescita”.

Maurizio Gritta, fondatore e principale animatore della società cooperativa IRIS di Cremona, ha ripercorso le tappe essenziali attraverso le quali la realtà produttiva che rappresenta si è affermata nel corso degli ultimi trent’anni. Basti dire che a monte del “sogno IRIS” non vi sono studi ed analisi di mercato, ma la consapevolezza di un gruppo di ragazzi, poco più che adolescenti, determinati ad attribuire alla loro vita un significato ulteriore: partecipato, consapevole e solidale.

L’esperienza “Torri Superiore”, un villaggio montano posto nell’entroterra ligure, ci viene raccontata da Massimo Candela che ci spiega come un borgo disabitato può divenire “il punto di equilibrio e congiunzione, tra il tradizionale modello di proprietà privata e l’idea di “proprietà comune”. Un gruppo di persone accomunate dal desiderio di porre la solidarietà e la partecipazione al centro della propria esistenza e che, attraverso una scelta apparentemente non economica, almeno per l’accezione che di questo termine oggi si fa, è riuscita a far nascere una nuova comunità (circa 25 persone) armonizzando le peculiarità del territorio con le aspirazioni umane e l’economia di sussistenza.

“Transition Town”, di cui ci ha parlato Ellen Bermann, è un movimento che si preoccupa di analizzare, anche a livello scientifico e di ricerca, le possibilità strutturali per condurre, seguendo un percorso di trasformazione armonizzato, la società dei consumi e dello sfruttamento barbaro delle risorse energetiche, verso un più consapevole e rispettoso impiego delle fonti non rinnovabili, ormai in esaurimento, sino alla loro totale sostituzione con risorse ecocompatibili e di minor impatto ambientale.

L’esperienza lombarda dei “Distretti e Reti di Economia Solidale” ci vengono snocciolati da Davide Biolghini. Partendo dal ruolo sempre più importante dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) che hanno posto al centro della loro attività la riconversione della risorsa agricola, scegliendo, tra l’altro, di rinforzare le reti di distribuzione a “chilometro zero” del “Parco Agricolo Sud-Milano”: un’isola biologica in un mare di sfruttamento industrializzato ed in cui il suolo altro non è se non un bene da sfruttare sino al suo esaurimento.

Un filo rosso unisce le tematiche dei relatori: la condivisione del fine che si sostanzia nella condivisione dell’interesse a rispettare la terra trattandola come una proprietà collettiva con cui interagire e non da sfruttare ed esaurire.

Il pomeriggio si sono tenuti i laboratori sui casi di studio, condotti da un gruppo interdisciplinare di esperti e con la partecipazione dei diversi relatori.

Gruppi di lavoro

Gruppi di lavoro

I partecipanti saranno suddivisi in 4 gruppi di lavoro, ognuno impegnato a riflette su una esperienza: l’impresa etico-sociale, l’ecovillaggio, la transition town e i distretti e Reti di Economia solidale.

Obiettivo dell’attività: approfondire le storie di casi di successo presentati al corso, analizzare punti di forza e di debolezza, ipotizzare e valutare la trasferibilità in altri contesti.

A intrattenerci dopo cena la musica e la voce di Jonny che ci ha presentato un repertorio di canti popolari di montagna, storicamente intonati dalle donne della Carnia per alleviare la fatica del duro lavoro nei prati. Con la sua voce e la sua fisarmonica ci ha fatto emozionare, cantare (in friulano!) e anche ballare.

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 17

L’ultima giornata della scuola della Decrescita si è conclusa con il Convegno regionale dal titolo Invertiamo la rotta! La definizione di un nuovo quadro normativo sui Beni Comuni e sulle Proprietà collettive. Linee guida per una proposta di legge regionale sulla gestione dell’acqua come bene comune.

Dopo i saluti di rito, il Convegno si è aperto con la relazione del prof. Alberto Lucarelli, docente di diritto pubblico all’Università Federico II di Napoli e neo assessore ai Beni comuni di Napoli. Attraverso un’ampia panoramica storica, Lucarelli ha delineando i punti di debolezza del sistema normativo italiano rispetto al concetto di bene comune illustrando poi i progetti in atto per introdurlo nel Codice Civile italiano.

La relazione di Michele Filippini, Presidente della Consulta nazionale delle Proprietà collettive, ha messo a fuoco la questione di una categoria storica di beni comuni, quello degli assetti fondiari collettivi. Partendo dalla dimensione della proprietà collettiva in Italia, Filippini ha illustrato la proposta di legge della Consulta volta ad eliminare la frammentazione dell’attuale quadro normativo relativo, poi commentata da Lucarelli.

Il convegno nel pomeriggio ha dato la parola al tema dell’acqua bene comune dopo l’esito del referendum del 12 e 13 giugno 2011. Massimo Morettuzzo, rappresentante del Comitato Referendario del Friuli-Venezia Giulia “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”, ha presentato le linee guida per una proposta di legge regionale per la gestione del servizio idrico integrato. A seguire il commento di Alberto Lucarelli, a cui era stato chiesto di segnalare i vincoli normativi comunitari e nazionali entro i quali il disegno di legge dovrebbe muoversi.

Invertiamo la rotta

Invertiamo la rotta

Il Convegno ha registrato una presenza numerosa e attenta di persone, arrivate anche dal vicino Veneto. Molte le domande poste ai diversi relatori e numerosi anche gli interventi dei singoli partecipanti, che hanno dato il polso del vivo interesse verso le questioni messe sul piatto durante la giornata.

La sera, facilitatori, relatori e frequentanti si sono ritrovati per fare il punto sulle giornate del corso, cercando di individuare i punti di forza e debolezza dell’organizzazione e, soprattutto, delle modalità utilizzate per favorire l’apprendimento teorico e la conoscenza e sperimentare di buone pratiche in linea con il modello dell’economia solidale e, quindi, con i principi della Decrescita.

Il corso si è chiuso con una nota positiva, con la volontà da parte di tutti di continuare a lavorare e impegnarsi sui temi trattati sia come singoli cittadini che come gruppo, mantenendo i contatti per arrivare assieme a Venezia, nel settembre del 2012, all’appuntamento con la terza Conferenza Internazionale della Decrescita.